QUANDO DORMIRE DIVENTA UN INCUBO: INSONNIA E INCUBI RICORRENTI AI TEMPI DEL COVID-19

Durante l’emergenza Covid-19, molti sono stati i casi in cui ansia, depressione, attacchi di panico, insonnia e incubi si sono fatti vivi, appesantendo una situazione già di per se delicata e problematica. Molte persone in questi mesi hanno lamentato un notevole stato di agitazione e preoccupazione che ha alterato il loro ritmo sogno-veglia, apportando notevoli cambiamenti allo stile di vita. Primo far tutti la cattiva qualità del sonno, con difficoltà ad addormentarsi e ripetuti risvegli. Tale situazione può trasformarsi in un vero e proprio DISTURBO DA INSONNIA che, secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), consiste in una predominante insoddisfazione riguardo la qualità o la quantità del sonno, associata a uno o più dei seguenti sintomi:

  • Difficoltà a iniziare il sonno (nei bambini può manifestarsi come il non riuscire ad addormentarsi senza l’intervento della persona che se ne prende cura).
  • Difficoltà a mantenere il sonno, caratterizzata da frequenti risvegli o problemi a riaddormentarsi dopo essersi svegliati (i bambini potrebbero riscontrare questa problematica senza la vicinanza della persona cara).
  • Risveglio precoce al mattino con incapacità di riaddormentamento.

Le principali forme di trattamento per il “Disturbo da insonnia” sono la terapia farmacologica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Ma oltre a non riuscire a dormire e alla cattiva qualità del sonno, un altro disagio che può presentarsi è la comparsa di incubi ricorrenti. In questo caso parliamo di DISTURBO DA INCUBI, che come l’insonnia, fa parte dei disturbi sonno-veglia presenti nel DSM-5, caratterizzato da ripetuti episodi di sogni prolungati, estremamente disforici e vividi che solitamente implicano sforzi per evitare minacce alla sopravvivenza, alla sicurezza o all’integrità fisica e che si verificano generalmente durante la seconda metà del principale episodio di sonno. Al risveglio l’individuo diventa rapidamente orientato e vigile.

Quando e perché insorgono gli incubi?

Gli incubi sono sogni terrificanti che si verificano durante il sonno REM. Insorgono mediamente tra i 3 e i 6 anni. La loro comparsa causa una forte risposta emotiva nella persona generando uno stato di agitazione, paura, rabbia, tristezza e altre sensazioni negative. Di solito insorgono nelle prime ore dell’alba e il soggetto molte volte riesce a ricordare nitidamente il sogno al momento del risveglio. La durata dell’evento varia dai 4 a i 15 minuti, e dopo l’episodio, spesso si ha difficoltà a riaddormentarsi.

A volte gli incubi possono ripetersi più volte in una sola notte, spesso con temi ricorrenti. Questi sogni si verificano soprattutto nei bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni, a fasi alterne e per lassi di tempo brevi, fino ad una graduale scomparsa nel corso della crescita.

Gli incubi si manifestano maggiormente a seguito di periodi di stress, ma anche dopo aver visto un film o ascoltato racconti che incutono terrore. Quindi, non sono motivo di preoccupazione, ma possono diventarlo quando si verificano con maggiore frequenza.

Le cause che potrebbero dar vita agli incubi sono: febbre alta, apnee notturne, ritmo sonno-veglia irregolare, assunzione di antidepressivi e/o narcotici, consumo di alcool e la sindrome delle gambe senza riposo. Gli incubi possono, inoltre, essere espressione di disagi psicologici come l’ansia, la depressione e il disturbo post traumatico da stress.

In caso di Disturbo da incubi si consiglia di consultare uno psichiatra che potrà suggerire un intervento psicoterapeutico o prescrivere farmaci. Inoltre, può essere utile il ricorso a tecniche di rilassamento, come il training autogeno di Schulz e il rilassamento progressivo di Jacobson, la cui azione positiva sul sonno dipende dall’effetto anti-ansia di questo tipo di interventi.

La rubrica psicologica CURIOSA-MENTE a cura della Dott.ssa Angela Pagliaro, Psicologa, ha l’obiettivo di affrontare argomenti che ci incuriosiscono e su cui vogliamo saperne di più, fornendo spunti di riflessione e quesiti sulla nostra vita. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

 

 

 

 

 

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