
MONDRAGONE (Max Ive) – L’8 settembre alle ore 21.00, presso la Basilica Minore di Maria Ss Incaldana di Mondragone si terrà un incontro di altissimo valore culturale e spirituale sull’icona venerata nella città ai piedi del Petrino avente quale tema “La fede, la storia, la ricerca. Insieme, per conoscere e custodire le nostre radici”. In base alle informazioni concesseci, in tale occasione saranno esposti i risultati di recenti ricerche incentrate sull’immagine sacra. Studi – come cita la locandina di presentazione – che stanno offrendo elementi inediti di conoscenza e di riflessione: sul dipinto e sulle strutture religiose che lo hanno custodito. Sono previsti al riguardo gli interventi del professore Domenico Del Prete, che curerà l’aspetto delle fonti documentarie e la geografia del culto tra il X e il XX secolo – il verso della tavola; quello del professore Corrado Valente che argomenterà sulle origini dell’immagine, approfondendo il discorso sulla cella di Santa Marie de Bellovidere. Invece, sui “limiti e le prospettive dell’indagine diagnostica: il caso del quadro della Madonna Incaldana in Mondragone, con le caratterizzazioni storico costruttive della chiesa matrice”, interverrà il professore Francesco Miraglia. Sarà questa l’occasione per avere un “nuovo sguardo sull’icona” di Mondragone.
Raggiunto telefonicamente, il professore Francesco Miraglia ha subito sostenuto: “Il mio contributo scientifico in occasione dell’interessante evento in programma l’8 settembre, unisce l’analisi diagnostica sull’icona della nostra Patrona e l’analisi storico-costruttiva della Chiesa Madre, che nel 2018 ho avuto l’onore di restaurare insieme al collega Corrado Valente. Nel mio contributo – ha aggiunto Miraglia – lumeggerò l’importanza delle indagini diagnostiche non invasive, che restituiscono – anche nel caso della nota struttura di culto mondragonese – ciò che lavori e riferimenti avevano obnubilato nei secoli: un dipinto dietro l’icona, una fabbrica tardo quattrocentesca al disotto delle superfici della Basilica del XVI secolo. Il contributo del professore Corrado Valente – ha precisato Francesco Miraglia – parlerà della cella del Belvedere, da dove proviene il quadro, anche in ordine alle sue caratterizzazioni storico-costruttive e il professore Del Prete, infine tratteggerà un percorso di geografia del culto, occupandosi di lumeggiare i significati artistici del dipinto presente sulla parte posteriore della tavola lignea”.