
MONDRAGONE (Max Ive) – “Ho visto la morte in faccia e ho capito che stavo per morire”. Sono parole che pesano quelle con cui Alfredo Campoli, imprenditore e presidente del Mondragone City, racconta per la prima volta i momenti più drammatici dell’ictus che lo ha colpito nei giorni scorsi.
Un evento improvviso e violento che, secondo quanto riferisce Campoli, ha provocato due lesioni cerebrali e, nelle ore immediatamente successive, importanti difficoltà motorie e nel linguaggio.
Campoli ricorda con lucidità alcuni frammenti di quei momenti:
“Ho capito che stavo per morire, ma non ho avuto paura. È difficile da spiegare: la mia mente era completamente vuota.
Appena ho avuto un attimo di lucidità ho preso il telefono e ho mandato un messaggio di addio a mia moglie. Sentivo che poteva essere l’ultima cosa che avrei avuto la possibilità di dirle. Poi, da lì, tutto buio.
Quando ho ripreso conoscenza niente era più come prima. Il corpo non rispondeva più, la bocca non parlava più. Io, però, ero lì”.
Il malore ha rappresentato inevitabilmente uno spartiacque nella vita di Campoli. Dall’attività imprenditoriale all’impegno sportivo alla guida del Mondragone City, fino alle tante battaglie affrontate negli ultimi anni, tutto viene ora osservato da una prospettiva differente.
La priorità, adesso, è il recupero e il rispetto delle indicazioni dei medici, accompagnato dall’affetto della famiglia e dalle numerose manifestazioni di vicinanza ricevute in questi giorni.
Campoli chiude con poche parole, forse quelle che meglio sintetizzano quanto accaduto:
«Prima pensavo di avere ancora tanto tempo. Oggi so semplicemente quanto è prezioso averne” .