L’INTERVISTA. L’Associazione Velica Mondragone tra inclusione e valorizzazione della “cultura del mare”

 

MONDRAGONE (Massimiliano Ive) – È una buona notizia per Mondragone, per tutti gli amanti del mare e anche per coloro che vogliono vivere liberamente l’avventura di solcare le onde… Nella città ai piedi del Petrino, bagnata dal mare Nostrum, come lo definivano i romani, è nata l’Associazione Velica Mondragone. Il simbolo di questo gruppo è contraddistinto da un catamarano, un dragone che galleggia tra le onde sotto un sole al tramonto e due gabbiani che volano liberi nel cielo, al di sopra del nome dell’associazione e dei sotto-simboli del timone e dell’ancora che indicano in un marinaio: la rotta, la stabilità, la speranza e la salvezza.

Per saperne di più abbiamo contattato Lino Ceraldi, il presidente di tale realtà associativa, il quale, finalmente, ha promosso a Mondragone qualcosa che mancava da tempo: un’iniziativa che proponesse la possibilità di coltivare “la cultura del mare”.

Presidente Ceraldi, l’associazione Velica Mondragone sembra stia riscuotendo un certo interesse a Mondragone, in un contesto di mare, ma dove gli appassionati di questo sport erano, poi costretti ad andare a Formia o a Pozzuoli?

“L’associazione Velica Mondragone è stata presentata ufficialmente il 21 giugno scorso e già contiamo più di 40 soci, nonché abbiamo effettuato 20 uscite in acqua, permettendo a bambini, anziani, ragazzi e anche a persone con il disturbo dello spettro autistico, di poter conoscere il mare, solcare liberamente le onde, navigare sorridendo alla vita osservano la bellezza della nostra costa”.

Come è nata questa iniziativa? Cosa l’ha spinta ad assumere questo impegno?

“La vela è una mia passione, nata già quando ero bambino. Poiché lavoro per la Marina Militare nel reparto velico e giacché ho 32 anni di esperienza in questo settore, consultandomi con amici e conoscenti, è balenata l’idea di portare pure nella mia città l’amore per questo sport promuovendo la cultura del mare, che va tutelato e vissuto. Ho messo a disposizione – continua Ceraldi – i miei due catamarani gratuitamente, come è gratuito tutto il nostro impegno di associati. Non abbiamo nessun scopo di lucro, ovviamente per cappellini e gadget vari quelli sono da acquistare. Non siamo, inoltre, un club nautico o un circo di vela. Le nostre quote associative servono solo per coprire le spese e il tutto è fatto su base volontaria.”.

Finalità dell’associazione?

“La vela non è soltanto uno sport: è cultura del mare, rispetto dell’ambiente, inclusione, crescita personale. Può e deve diventare un messaggio concreto di speranza e di rilancio per il litorale Domitio, ricordandoci le infinite opportunità che il mare offre al nostro territorio. La nostra associazione ha voluto creare un’occasione di aggregazione che parlasse di mare e dove si potesse promuovere l’educazione alla vela. Il nostro obiettivo è portare più persone in acqua e riuscire ad insegnare soprattutto ai bambini il valore della risorsa del mare.”.

Per il futuro cosa state progettando?

“Sicuramente a breve la flotta dell’associazione – oggi costituita da 2 catamarani – avrà a disposizione altre 2 imbarcazioni. Al momento ci appoggiamo al lido Baia del Dragone, ma poiché abbiamo ottenuto una risposta molto positiva in termini di iscrizioni, abbiamo pensato di partecipare anche al bando pubblico per l’assegnazione di porzioni di spiaggia, dove dislocare la nostra flotta. Ovviamente per coprire le spese della concessione demaniale ottenuta facciamo affidamento al supporto dei nostri sostenitori”.

L’emozione più bella che ha vissuto nell’ultimo mese di attività associativa?

“È stata quella di vedere le persone e soprattutto i bambini scendere dai catamarani con il sorriso”.

Per saperne di più l’associazione è dotata di una pagina facebook e anche un profilo istagram.

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