EDITORIALE. Domitia.com invoca “Giustizia per Luigi”. La vita non può essere “mercanteggiata” in un processo

di Massimiliano Ive

Scusate il disturbo e il fatto che stiamo entrando quasi a gamba tesa nei gruppi social di Mondragone, nonché nel mondo dell’informazione del litorale casertano, ma tempo fa abbiamo sposato la causa di “Luigi Petrella”, il ragazzo 16enne morto in via Padule lo scorso anno, falciato sulla strada mentre era a bordo del suo scooter. La scorsa estate come redazione abbiamo dedicato alcune pagine del nostro bimensile a Luigi, alla mamma Rita Di Leone, e ai suoi amici perché credevamo nell’immortalità di un giovane onesto, generoso, e gioviale di Mondragone. Ancora oggi fa eco il motto “Luigi vive”. Ma il prossimo 1 aprile (mercoledì), per la famiglia Petrella inizierà un altro calvario: quello di far valere il diritto ad ottenere giustizia per un’ingiusta morte che ha tranciato con un solo colpo il divenire di un 16enne. Sottoliniamo la parola calvario perché aleggia lo spettro del procedimento con il “rito abbreviato”. Sì, avete capito bene. Si tratta di una procedura che può essere chiesta dall’imputato in base a quanto prevede l’articolo 438 del Codice di procedura penale. Siamo di fronte ad un percorso giudiziale speciale che consente di ridurre i tempi del processo, azzerando il dibattimento, ma che potrebbe, come contraltare essere conveniente per chi ha commesso un reato, in quanto in caso di condanna, l’imputato potrebbe, a sua volta, beneficiare della riduzione di 1/3 della pena in caso di delitto. Questo in base a quanto prevede l’articolo 442 del codice penale. Scegliere il giudizio abbreviato non corrisponde ad un’ammissione delle proprie colpe da parte dell’imputato. Inoltre in caso di sentenza di condanna l’imputato potrebbe ricorrere in appello, aprendo il secondo grado di giudizio, con la rimodulazione o conferma del verdetto di primo grado. Se poi l’imputato fosse disposto a rinunciare all’appello, la pena potrebbe essere ulteriormente ridotta di un sesto. Novità questa introdotta dalla riforma Cartabia per disincentivare le impugnazioni. Con la legge 12 aprile 2019 n. 33 è stato, però, introdotto il comma 1 bis all’articolo 438 del codice di procedura penale. Questo comma esclude la possibilità di chiedere il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Ciò significa che per l’omicidio premeditato, o quello commesso per futili motivi con crudeltà, o ancora l’omicidio dei genitori o dei figli, o quello compiuto da un latitante per sottrarsi all’arresto, o ancora commesso in occasione di reati come la violenza sessuale, i maltrattamenti in famiglia e lo stalking non è consentito di accedere all’abbreviato.

A questo punto è chiaro il quadro della situazione giudiziaria sul caso Luigi, dove il giusto timore dei familiari, è quello di tradurre questo procedimento nell’ennesimo caso di “discount della giustizia” in cui il valore del diritto alla vita è valutato al pari di un capo di abbigliamento in “svendita” in un centro commerciale. Proprio per questo motivo, come giornalisti, come redazione che crede fermamente nei principi della “bioetica personalistica”, per la tutela della vita di ogni essere umano dal concepimento fino all’ultimo respiro, non possiamo starcene in silenzio.

Anzi questo editoriale serve a scuotere le coscienze dei cittadini di Mondragone, di Castel Volturno, del litorale Domitio, al fine di unirci tutti al motto: “GIUSTIZIA PER LUIGI”!!!. E’ giunto il momento di dire basta al degrado culturale, sociale dei nostri territori, in cui un ragazzo di 16 anni ha perso la vita perché qualcuno, arcinoto alle cronache giudiziarie di Mondragone, gli ha negato il diritto di vivere. Quello che è successo a Luigi poteva capitare a qualsiasi figlio di Mondragone e solo le nostre paure, i nostri silenzi e la nostra indifferenza, ci hanno reso impotenti nel non poter salvare Luigi.

Facciamo sentire la nostra concreta vicinanza alla famiglia Petrella e facciamo sentire il peso della nostra coscienza civile agli organi giudiziari che devono capire che Mondragone è stanca dell’anti-Stato. Negli Stati Uniti quando ci sono questi processi la gente si mobilita per chiedere giustizia. Noi di Domitia.com già abbiamo deciso da che parte stare, ora tocca anche a tutte le mamme, ai papà e ai giovani di Mondragone.

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