
MONDRAGONE (Massimiliano Ive) – Molti cittadini di Mondragone, a causa di un iter amministrativo e burocratico che perdura da 20 anni, non riescono più a credere pienamente che il nuovo depuratore si farà. Aleggia un po’ di incredulità e di sfiducia, e dopo la pubblicazione dell’articolo di presentazione della conferenza sul realizzando impianto tenutasi oggi, 5 agosto, abbiamo registrato come redazione alcuni commenti negativi. C’è chi crede che il progetto di tale struttura sia diventato un argomento avente scopi elettorali. Nel contempo, come redazione che ha deciso di seguire tutto l’iter procedurale per il realizzando depuratore, abbiamo scelto di partecipare al meeting e continuare ad informare la cittadinanza. Forse l’amministrazione comunale, diretta da Francesco Lavanga, ha percepito questo malumore nell’opinione pubblica locale e per rilanciare l’azione politica ha pensato di informare e aggiornare i mondragonesi riguardo il nuovo stato di avanzamento della procedura attraverso un incontro aperto avente come slogan: “Il nuovo depuratore è realtà”. Tale affermazione, è stata posta in evidenza nel manifesto della conferenza stampa svoltasi alle ore 12.00 presso i locali della sala “Pacifico”, ubicata nell’ex biblioteca comunale in via Genova 2. Si tratta di un’affermazione voluta dall’esecutivo locale e spiegata nell’intervento dell’onorevole Mario Landolfi, tesa a sottolineare la “chiusura della prima fase amministrativa e burocratica per il realizzando nuovo depuratore di Mondragone e l’avvio dell’iter che porterà alla messa in cantiere dell’impianto in 37 mesi”.
Alla riunione aperta al pubblico per un’opera attesa da circa 20 anni in città, sono intervenuti il sindaco Francesco Lavanga che ha aperto il dibattito, il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Marco Pacifico, il responsabile unico del procedimento del depuratore, Salvatore Catanzano; l’onorevole Mario Landolfi e il commissario straordinario unico di Governo per la depurazione e il riuso delle acque reflue, l’onorevole Fabio Fatuzzo.
In sala, tra il pubblico, poi erano presenti gli ex sindaci Ugo Conte, Giovanni Schiappa, Michele Zannini, Virgilio Pacifico, Paolo Russo che negli anni hanno lavorato e dato il loro contributo politico per mettere in cantiere il suddetto impianto, mentre per l’opposizione era presente il consigliere Carlo Federico.
Dopo l’intervento introduttivo del primo cittadino, Lavanga, incentrato su un breve excursus storico sul realizzando impianto di depurazione e sull’obiettivo dell’esecutivo di dotare la città di un’infrastruttura che migliorerà la qualità delle acque costiere, nonché a seguito della spiegazione dei 4 obiettivi che l’amministrazione comunale intende perseguire con la costruzione di tale opera, presentati dal vicesindaco Marco Pacifico: riqualificazione ambientale, miglioramento dei servizi del ciclo delle acque, riqualificazione del mausoleo romano ubicato nell’area del realizzando impianto e recupero del comparto agricolo e industriale, anche con il riuso delle acque reflue; ecco che ha preso la parola il professore Vincenzo Belgiorno, ordinario di ingegneria ambientale UNISA, che offre mediante l’Università il supporto tecnico alla struttura commissariale di Governo per la realizzazione degli impianti di depurazione delle acque in Campania.
IL DEPURATORE E IL NUOVO QUADRO NORMATIVO. In effetti, nell’intervento di Belgiorno si è ricordato come l’infrastruttura da realizzare a Mondragone rientra tra le opere che dovranno essere costruite per rispondere alla procedura di infrazione europea a carico dell’Italia nelle politiche ambientali, a seguito dell’approvazione della direttiva europea del 1991, nonché per adeguare il ciclo delle acque mondragonesi ai nuovi parametri previsti dal decreto legislativo 152/2006, che include in sé il nuovo quadro normativo italiano sulla depurazione. “Per Mondragone, necessita, in virtù della normativa corrente, un profilo secondario della depurazione delle acque; pertanto, l’impianto progettato risponde in pieno a quanto richiesto dalla direttiva europea e alla legislazione italiana”. Sulla questione che sono ormai trascorsi 19 anni, da quando, attraverso l’impegno politico dell’onorevole Mario Landolfi, mediante il ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, si riuscì ad ottenere il primo stralcio di finanziamento da 23 milioni di euro circa, per realizzare il nuovo depuratore di Mondragone, sempre Belgiorno ha precisato, che per tali tipi di interventi, purtroppo si va ben oltre i 10 anni tra la fase di avvio delle procedure amministrative e la realizzazione dell’opera.
IL LAVORO DI FATUZZO E DEL COMMISSARIATO DI GOVERNO. Subito dopo, ha deciso di intervenire l’onorevole Fabio Fatuzzo, commissario straordinario unico di Governo per la depurazione e il riuso delle acque, per approfondire alcune questioni essenziali: in primo luogo ha spiegato che la scelta del Rup nella persona dell’ingegnere Salvatore Catanzano è stata dettata dal fatto che il professionista del Comune di Mondragone, stando sul luogo avrebbe seguito in maniera più assidua e rapida l’intera procedura; in secondo luogo la struttura commissariale ha dovuto integrare il primo stralcio di finanziamento del ministero dell’Ambiente, con altri 13 milioni di euro per sostenere il progetto, specificando che dal 2007 al 2015 la procedura del realizzando impianto era finita nel dimenticatoio; e annotando, infine che grazie alla sinergia amministrativa con il comune di Mondragone, a partire dalla gestione del sindaco Virgilio Pacifico, si è riusciti a dare rilancio, anche mediante l’intervento di Mario Landolfi, e del consigliere regionale Giovanni Zannini, alla nuova fase del progetto del realizzando depuratore di Mondragone. Va ricordato che l’importo totale del finanziamento a copertura dell’opera è pari a 37.368.687,80 euro, di curi 25 milioni circa per lavori e oneri di sicurezza e più di mezzo milione di euro per i servizi. Le fonti di finanziamento risultano essere, poi ripartite, in 20.808.543,78 euro provenienti dal decreto del MAT 22 settembre 2009, 2.800.000 euro previsti dal Dpcm 11 giugno 2019 ed infine ci sono i 13.760.144,22 stabiliti dal commissariato di Governo con la Programmazione FSC 2021-2027. Sempre nell’incontro al pubblico sono state mostrate delle slide che pubblichiamo in calce al nostro articolo.
LA FASE OPERATIVA E IL CRONOPROGRAMMA – Cosa si prevede ora per il futuro? Ad entrare nel merito della seconda fase procedurale per il realizzando depuratore ci ha pensato l’ingegnere Catanzano che con delle apposite slide ha svelato: “dopo la firma della convenzione tra giunta comunale e commissariato di Governo nel 2024 e a seguito della dichiarazione di Pubblica Utilità dell’opera da parte dell’Ente Idrico Campano espressa qualche mese fa, abbiamo ottenuto sempre quest’anno la proposta di approvazione del progetto definitivo con conseguenziale approvazione, nonché pubblicazione della gara. Nel frattempo, è stata prevista la nomina della commissione. Inoltre, ha sottolineato e aggiunto il primo cittadino Lavanga, che si è aperta la fase dell’appalto integrato con aggiudicazione provvisoria che a sua volta prevede l’apertura del processo per la progettazione esecutiva di una struttura che sarà realizzata su un’area di 20.000 metri quadrati, mentre per quanto concerne l’impianto di setacciamento resterà funzionante quello persistente in piazza della Repubblica. Durante il dibattito è emerso anche il nome del Consorzio che si è aggiudico l’affidamento provvisorio del progetto esecutivo e della realizzazione del nuovo depuratore: si tratta del Consorzio Stabile Energos. Mentre i lavori della procedura di gara sono seguiti con l’ausilio di un ex prefetto.
Per quanto riguarda i tempi previsti ora dal cronoprogramma dell’intervento si prevede una fase di 90 giorni per la redazione del progetto esecutivo, altri 120 giorni per gli ulteriori pareri e nulla osta a cui aggiungere 735 giorni per la realizzazione concreta della struttura. In tutto Mondragone dovrà attendere altri 37 mesi, quasi 4 anni per l’ultimazione del nuovo depuratore e la sua consegna. Il commissario Fatuzzo ha aggiunto, inoltre, che per il riuso delle acque ai fini agricoli, l’impianto in questione potrà servire gratuitamente gli agricoltori locali, mentre con la condotta sottomarina di circa mille metri a servizio della struttura in questione, consentirà di chiudere il ciclo idrico di Mondragone con un deflusso del depurato.
Alla fine di questa maratona di interventi ha chiuso i lavori del meeting, l’onorevole Mario Landolfi: “Possiamo dire oggi, che il peggio lo abbiamo lasciato alle spalle. Finalmente si apre una fase nuova per il depuratore di Mondragone che ci porterà alla sua realizzazione. L’impianto si inserisce in quella visione politica di riqualificazione dell’intero litorale Domitio. Ci fa piacere che Cellole abbia la Bandiera Blu, ma occorre ragionare nell’ottica di un grande progetto per il litorale Domitio. Migliorando la qualità delle acque di Mondragone e cercando di realizzare delle infrastrutture come il depuratore, possiamo veramente pensare non solo di ottenere la Bandiera Blu, ma di dare un contributo fattivo alla visione d’insieme della città Domitia, che comprende Cellole, Mondragone e Castel Volturno. Dobbiamo diventare e considerarci la porta del Sud come litorale e non possiamo più – ha ribadito Landolfi – constatare e annotare quelle notizie che gettano ombre sulla qualità delle acque del nostro mare, come è accaduto oggi all’impianto griglia realizzato alla foce dei Regi Lagni, nel territorio di Castel Volturno. Finalmente, il mio caro amico ed ex ministro Matteoli, potrà vedere realizzata un’opera nata da una mia interpellanza politica al ministero dell’Ambiente a seguito di un fatto traumatico per la città di Mondragone, sotto l’amministrazione Conte: il cedimento del muro della vasca Imof nel vecchio impianto di depurazione. Bisogna comprendere, che al di là di chi governa una città, se le acque del nostro mare sono pulite, allora possiamo parlare di turismo e migliorare la nostra offerta come paese. Realizzare quello che negli anni 30 a Mondragone è stato messo in cantiere, cioè creare una sinergia tra la comunità agricola che si affaccia alla prospettiva dell’indotto turistico. Il depuratore progettato per servire 50mila abitanti – ha concluso Landolfi – rappresenta il rilancio di quella visione politica cittadina tesa alla fusione tra il mondo agricolo e la ricezione turistica”.
