di Massimiliano Ive
*Dante:” Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”
Vacanza è un termine che deriva dal latino vacare, che significa “essere vuoto”, “libero” e spesso indica un periodo di tempo in cui ci si ferma dal lavoro e dalla scuola per riposare, per dedicarsi ai viaggi, alla svago e al relax. Invece, la ricorrenza del Ferragosto a Mondragone, ma anche in altri comuni costieri, è diventata l’occasione per dare sfogo alle frustrazioni, alle isterie personali e collettive che sfociano in vaiassate, per esprimere il proprio livello di disagio sociale, la propria ignoranza, e la bassezza culturale raggiunta facendo lavorare il doppio le forze dell’ordine, i giornalisti e gli operatori sanitari. Che fa poi se si distrugge l’immagine di una città finita nel tritacarne mediatico, che nell’era dei social dura circa 24-36 ore, cioè il tempo necessario per consentire alla rete e ai media di metabolizzare una notizia di cronaca. La folle rissa di Ferragosto divampata alle 3 di notte su una spiaggia libera “ghetto” ubicata sul versante settentrionale del lungomare cittadino di Mondragone, a ridosso di una zona che prende il nome da un piccolo ruscello d’acqua che sfocia in mare: la Fiumarella, all’improvviso è diventata un fenomeno mediatico che ha proiettato questo piccolo mondo, che ricorda tanto lo stile del lido mappatella, nella rete della comunicazione nazionale. Repubblica, il Mattino, la Rai nazionale, il Messaggero, il TgR Campania, e altre testate giornalistiche del Nord Italia hanno diffuso un’immagine di Mondragone, divenuta nuovamente – e lo sottolineiamo il termine nuovamente – la terra del degrado e la riva dei “bruti”. In passato, durante il periodo Covid a regalarci le prime pagine nazionali furono i fatti verificatisi nel ghetto “bulgaro” dei palazzi Cirio e la conseguenziale rivolta cittadina. Emblematica l’immagine di un ospite dei suddetti palazzi che lanciava la sedia dal balcone contro i manifestanti, che intanto rompevano le auto agli stranieri comunitari. Poi, qualche tempo fa la Rai venne a Mondragone per un’inchiesta sul fenomeno dell’adescamento di minori stranieri da parte di viandanti sulla Domitiana. Inoltre, non potevano mancare all’appello i grandi artisti neomelodici che riempiono le piazze di tutto e il contrario di tutto che un anno fa hanno sminuito con interventi dal palco gli organizzatori degli eventi estivi in piazza, nonché le forze dell’ordine quando queste ultime hanno effettuato i dovuti controlli al Pizza Festival. Pochi mesi, fa, il servizio della trasmissione Fuori dal Coro è stato la ciliegina sulla torta sullo stato dell’arte del Criptoportico romano occupato dai Rom. Nessuno, però si sta rendendo conto che la città sta subendo una politica al ribasso che getta ombre sul futuro di una realtà urbana nata per essere, invece, una città di mare e vacanze.

IL CASO DELLA SICUREZZA URBANA – Ovviamente, non è colpa dei giornalisti se si offrono assist cronistici di questo tenore. La rissa divampata a Ferragosto, adesso dovrebbe essere un fenomeno che andrebbe analizzato in tutti i suoi aspetti, a partire dal fatto che in tale episodio di cronaca erano coinvolti minorenni e anche donne che hanno continuato a picchiarsi pure davanti ai Carabinieri. Dal punto di vista della sicurezza urbana, che è cosa ben diversa dall’ordine pubblico, proprio l’altro giorno il magistrato Catello Maresca ha richiamato l’attenzione del suo pubblico social sui doveri e i poteri dei sindaci previsti dall’ordinamento giuridico. Sì, perché il bene comune della sicurezza in città è una finalità che rientra tra le funzioni amministrative del primo cittadino e dei vigili urbani. Poiché sappiamo però che Mondragone è un Comune in dissesto finanziario e il comando della polizia locale è addirittura sottodimensionato come organico, non intendiamo, a questo punto sparare contro la Croce Rossa, ma la giunta comunale Lavanga, dopo quello che è successo forse ha bisogno di un corso di formazione sulla sicurezza urbana, con il magistrato Maresca, in considerazione del fatto che gli strumenti deterrenti per arginare e prevenire episodi come quello di Ferragosto ci sono. Maresca tra le altre cose ha ricevuto il riconoscimento di cittadino onorario di Mondragone nel dicembre 2025 e oggi il suo intervento sui poteri dei sindaci che potrete vedere ed ascoltare ai seguenti link (https://www.youtube.com/watch?v=RcRk32AdABQ; https://www.youtube.com/watch?v=YCfodUiGf38; https://www.youtube.com/watch?v=AILe95yJ0Ro), potrebbe illuminare molte menti e far comprendere che non bastano dei piccoli interventi per il ripristino della legalità a Ferragosto per arginare certe situazioni.
LA POLITICA DELLE CASE DEL MARE DA RIVEDERE. Altro aspetto preoccupante di questa faccenda è il tipo di accoglienza e promozione del territorio che è stata promossa e prodotta negli anni. E’ vero che la realtà della Fiumarella non rappresenta tutto il mondo turistico di Mondragone, ma è pur vero che finchè non si metterà mano ad una gestione oculata e migliorativa degli affitti brevi delle case per il mare, ci ritroveremo a fronteggiare dei fenomeni fuori controllo che da anni si verificano sulle spiagge libere del lungomare nord di Mondragone. I lettori ricorderanno le segnalazioni giornalistiche sull’occupazione degli arenili liberi con gazebo e tavole imbandite. E come dimenticare degli abusi commessi presso i bagni chimici o della misteriosa autogestione del bagnasciuga pubblico con ombrelloni fissati nella sabbia in riva al mare per giorni. Vi ricordate le scene dei salotti improvvisati sul lungomare e dei venditori abusivi?
LA CU
LTURA AL RIBASSO DEI NEOMELODICI – Se a questo aggiungiamo il tipo di immagine che è stata proiettata di Mondragone da sedicenti artisti neomelodici su Tik Tok che hanno elaborato i loro video pure nella zona della Fiumarella e poi hanno rilanciato canzoni in cui sono state decantate “le sbarre” che “fanno l’uomo” e “l’uomo fa le sbarre sempre a testa alta e si va avanti”, oppure che si è uomini a 8 anni se le donne fanno a botte per te ( “Omm, marò com si omm” cantata addirittura durante il concerto della festa patronale per Maria Ss Incaldana), oppure ancora da parte del Comune si è arrivati in passato a concedere il patrocinio con il simbolo della città ad eventi enogastronomici in cui hanno cantato artisti finiti a loro volta nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia, allora bisogna cominciarsi a chiedere se abbiamo sbagliato qualcosa e chi abbiamo richiamato sulle nostre spiagge, nonché perché non si ha un maggiore controllo nella comunicazione rispetto al modello di realtà cittadina che vogliamo far conoscere fuori Mondragone. Se a questo aggiungiamo pure il fatto che circolano reporter e giornalisti locali che fanno promozione di eventi con cantanti che rilanciano certi modelli culturali, allora si può dire che la macchina dell’autodistruzione territoriale è ormai un sistema collaudato. Ancora oggi lascia basiti quel servizio Rai in cui un bagnante esaltava la polpetta sotto l’ombrellone a fronte di un turismo subpopolare che certamente all’epoca non risaltò gli imprenditori e gli chef locali. Non sottovalutate, inoltre, in tutto questo, quei brani musicali che decantano Mondragone con l’autoironia, come una realtà di mare dove si fanno “i tuffi a cannolicchi, si fanno le culacchie”, si portano “le tovaglie”, che pur descrivendo le partenze dei bagnanti di estrazione popolare della provincia a Nord di Napoli, offrono un’immagine di una zona che accetta e accoglie volentieri chi poi scambia le spiagge libere, in lidi anarchici senza regole, dove si possono portare braci, carboni; dove con la moto elettrica puoi girare senza essere fermato sulla pista ciclopedonale intonando “La costiera amalfitana non la puoi portare a Milano”, oppure ancora dove alle 21 si sera, dopo che l’amministrazione comunale ha fatto ripulire le spiagge da trattore attrezzato, puoi allestire una brace improvvisata e una tavola imbandita in riva al mare sostenendo su Tik Tok “non mi sono arresa”, pur sapendo di deturpare l’arenile e violare le norme. Ovviamente, c’è chi a Mondragone giustifica questi comportamenti e questi contenuti artistici. Eppur vero che nella città ai piedi del Petrino, anche tra rinomati professionisti, c’è chi ha sottolineato “che finchè non si comportano male possono fare quello che vogliono e ognuno ha i suoi gusti musicali” e poi stranamente le bombe mediatiche e gli eventi di cronaca e di disagio sociale esplodono la notte di Ferragosto danneggiando l’immagine anche di chi la mattina si sveglia e cerca di mandare avanti la propria impresa balneare, la pasticceria, il bar, il ristorante, ecc.
Noi lo stiamo scrivendo da anni e lo continueremo a sostenere ancora, anche se saremo più cinici e distanti, perché se Mondragone ama farsi offendere, oltraggiare, distruggere dalla cultura politica e sociale del ribasso; se la città Domitiana vuole diventare la “Ceuta” delle invasioni di turisti vestiti da Unni; se l’enclave erede dell’antica e leggiadra Sinuessa, intende trasformarsi, cambiare pelle e giustificare venditori ambulanti cafoni, o chi occupa il suolo pubblico abusivamente con spettacoli di cui non c’è traccia nemmeno negli atti comunali affissi all’albo pretorio; oppure ancora il paese della Venere di Sinuessa che cerca di tutelare la bellezza della propria intimità femminile in riva al mare, ha deciso di lasciare il campo alla bruttezza delle risse da basso di adepti delle nuove generazioni senza il controllo dei genitori e delle zandraglie, allora siamo disposti a stare in silenzio e ad alzare le mani dalla tastiera.
UN EVENTO PER RILANCIARE IL FERRAGOSTO SUL LUNGOMARE – Se vogliamo veramente migliorare la città e la sua offerta turistica, invece, proprio la sera di Ferragosto, per non lasciare il lungomare allo sbando, incustodito e all’autogestione delle orde barbariche, a nostro avviso potrebbe essere organizzato un evento: “La notte bianca delle spiagge libere” con pareo, musica e costumi, nonché momenti educativi per acquisire la cultura del mare. In tal caso varchi presidiati dalla Protezione Civile e da agenzie di vigilanza. Ingresso libero al mare senza legna, sedie, gazebi. Gruppi musicali di Mondragone che suonano sugli arenili: ovviamente niente neomelodici; stand con prodotti tipici locali e oggettistica. Una sorta di sagra dei Portoni, o Calici di Stelle, questa volta però da localizzarla sulle spiagge, con tutti i lidi aperti.