Lavanga a destra? Tutte le reazioni politiche. Landolfi junior: “Tocca al sindaco decidere e fare presto”

Giacomo Landolfi, Fabio Esposito, Rachele Miaglia, Antonio Belli, Vincenzo Corvino e Rosa Di Maio

MONDRAGONE (Massimiliano Ive) – L’idea del realizzando progetto del Centro Destra Unitario con la blindatura del sindaco Francesco Lavanga, ad oggi dirigente regionale di Forza Italia, ma con una squadra di governo supportata dal Patto Civico ideato dal consigliere regionale, Giovanni Zannini già ai tempi del governatore De Luca, ha suscitato le più disparate reazioni. In effetti, va ricordato che il progetto politico che ruota attorno alla fascia tricolore ha avuto origine più di 11 anni fa quando venne creata una coalizione trasversale con esponenti cittadini, che a loro volta avevano tendenze e orientamenti che andavano dal centro-sinistra al centro destra. Pertanto, si comprende oggi la ragione di un parto doloroso di una visione politica di tipo partitico che consentirebbe, però a Lavanga di proiettare la sua amministrazione ben oltre i confini di Mondragone, ragionando sugli assetti di potere e politici creati nei consorzi provinciali, in Provincia di Caserta e perché no anche a Roma.

Nel contempo il primo distinguo al progetto del Centro Destra Unitario con l’avallo dei vertici provinciali dei partiti di questa area è stato espresso da Fabio Esposito, coordinatore provinciale di Dimensione Bandecchi, che ha ribadito: “A noi non interessa fare il centrodestra con l’amministrazione uscente. E non interessa nemmeno prendere un caffè con loro, in quanto è uno schema che riteniamo fallimentare e che ha affondato già il paese. A noi interessa un progetto politico alternativo a Lavanga e al Patto Civico. Qui parliamo di un centrodestra dove molti provengono dal centrosinistra… solo per convenienza”.

Anche il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Corvino, eletto nella lista civica Moderati in Azione  per Lavanga sindaco, non sembra molto entusiasta per la suddetta opzione politica di stampo partitico. In un commento su facebook ha precisato: “Noi abbiamo iniziato con l’esperienza del civismo e, per quanto ci riguarda, il Patto Civico rimarrà tale fino alla fine della legislatura. Successivamente, in base alle coalizioni, ognuno sceglierà l’alleanza che sarà più consona alle proprie idee e secondo la propria coerenza”.

Molto critica è la dichiarazione dell’ex coordinatrice di Fratelli d’Italia, Rachele Miraglia, che ieri commentando un post del commissario cittadino del partito della Meloni, Rosa Di Maio, in cui si sosteneva l’esigenza di rendere concreto il progetto dell’unità del centro destra supportato da un tavolo provinciale per delineare un percorso amministrativo futuro, ha esternato: “Il ‘Centrodestra’ non è un’etichetta di comodo. Parlare oggi di “unità del centrodestra” a Mondragone significa usare una parola troppo grande per nascondere un’operazione politica vuota e contraddittoria. L’amministrazione Lavanga non è di centrodestra: Francesco Lavanga guida una maggioranza civica imbottita di centrosinistra che fino a qualche tempo fa sosteneva De Luca e il progetto di Giovanni Zannini. Il fatto che il sindaco sventoli una tessera di Forza Italia non cambia la sostanza amministrativa: in Consiglio comunale non esiste una maggioranza organica di centrodestra. Una città al collasso. Questa amministrazione – continua Rachele Miraglia – ha trascinato Mondragone verso il declino sociale e il dissesto economico. Nessun vero movimento di centrodestra — da chi si riconosce nella destra pura come Futuro Nazionale di Vannacci, fino alle realtà civiche autenticamente alternative — è disposto a sedersi a prendere un caffè con chi ha causato questo disastro”. Su questo punto però Rachele Miraglia dovrà fare i conti con la posizione divergente dell’avvocato Emilio Pagliaro, che pur dichiarando di non piegare la schiera è pronto a valutare un progetto politico che conduca all’unità del centro destra. “Se il “centrodestra” a cui pensate è ridotto a un patto a due tra i vertici provinciali di FdI e FI per salvare la poltrona a Lavanga, fatelo pure da soli – ha ribadito la Miraglia -: non troverete la città al vostro fianco”.

Ancora più duro con la commissaria Di Maio è stato Antonio Belli di Fratelli d’Italia: “Nella vita si vive di coerenza e di coraggio. La commissaria Rosa Di Maio ha affossato un partito immobilizzando tutte le funzioni del circolo. Il gazebo è stato organizzato da noi , la professoressa Di Maio ha anche cancellato il post di ringraziamento per la professoressa Guerra Maria Giuliana, vergognoso! In questi mesi non ha fatto nient’altro che parlare a favore dell’amministrazione Lavanga legata all’ ex consigliere regionale Zannini. Ricordo alla città che Mondragone non ha padroni e se qualcuno ha preso delle decisioni sono le sue e non le mie. Il patto civico è fallito e sono sempre gli stessi componenti”. Poi Belli ha ricordato alla Di Maio che il Patto Civico ha regalato alla città il caso Bonuglia, e varie inchieste che hanno scosso la città, a partire da quella in cui è coinvolto il vicesindaco Marco Pacifico; per non parlare del dissesto finanziario. “Se la professoressa Di Maio farà accordi con Lavanga e Zannini io li farò con Di Biasio a Carinola. So quello che dico e scrivo”.

Nella tarda serata di ieri, poi, ad intervenire è stato Giacomo Landolfi, il figlio dell’onorevole Mario Landolfi, che in un post ha ribadito: “Tocca a Lavanga fare la prima mossa verso il centrodestra, prima che sia troppo tardi”. Dopo una lettura politica che parte dalla “crisi della formula del patto civico” a seguito dell’ingresso del consigliere regionale Giovanni Zannini in Forza Italia, ha evidenziato l’azione politica del consigliere comunale Marcello Buonodono di FdI, eletto nella lista “Pronti per Mondragone”, al fine di determinare il passaggio dal civismo della coalizione di Lavagna ad una nuova realtà politica di maggioranza. Giacomo Landolfi ha sottolineato però: “Tuttavia l’evoluzione immaginata e auspicata da Buonodono, per tutta una serie di motivi, si è però subito arrestata. Ad oggi, infatti, l’unico esponente dell’amministrazione che ha compiuto una scelta chiara è il sindaco Lavanga, attuale dirigente regionale di FI”. Poi evidenziando i problemi di una collocazione partitica  di FI e di FDI in un progetto civico al 100% ha rilanciato il fatto di non fare apparire il nuovo progetto del centro destra come un’operazione “gattopardesca”: “Ma deve essere ben chiaro che anche nel caso si imponesse la soluzione mista centro-destra+civismo, non ci sarebbe spazio per soluzioni precostituite del tipo prendere o lasciare”. L’intervento poi si conclude con una sollecitazione a Lavanga: “Tocca a lui fare la prima mossa e tocca a lui farla prima che sia troppo tardi”.

 

 

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