
MONDRAGONE (Massimiliano Ive) – “Il sindaco Francesco Lavanga deve dimettersi e se necessario sono pronto a candidarmi come primo cittadino” – sono le parole di Alfredo Campoli l’imprenditore e patron della squadra di calcio Mondragone City, che da giorni sta attaccando l’amministrazione del Patto Civico, che un tempo, ancor prima delle inchieste giudiziarie piovute sul consigliere regionale Giovanni Zannini, ha beneficiato del suo sostegno elettorale. Alle scorse elezioni comunali, infatti, l’attuale assessora Maria Tramonti detta Rosaria (moglie dell’imprenditore Campoli) fu eletta consigliere comunale con 562 preferenze, quindi un plebiscito di consensi. Ora non sappiamo quanti di quei consensi incassati sono stati il frutto dell’impegno politico di Alfredo Campoli, e quanti invece sono espressione di fiducia per l’attuale assessora con una marea di deleghe concesse dal sindaco Francesco Lavanga. Va precisato anche, che l’assessora Tramonti da sempre è un alfiere della famiglia Zannini, per la quale lo stesso Campoli, come ha dichiarato ieri alla nostra redazione, nutre ancora stima, fiducia e amicizia. In poche parole ciò che sta accadendo in questi giorni di veleni e di dissapori tra Alfredo Campoli e il sindaco Francesco Lavanga non minerebbero assolutamente i rapporti con Giovanni Zannini, ma rientrerebbe in una questione di principio tra la fascia tricolore e l’imprenditore. “Resto sempre amico di Giovanni Zannini – ha precisato il patron del Mondragone City anche mediante delle dirette su facebook – ma Lavanga rischia di non ottenere la mia fiducia per il secondo mandato”. Campoli, infatti, come ha ribadito ieri alla nostra redazione è pronto a scendere in campo ad un anno dalle elezioni politiche, in quanto crede fermamente che “Mondragone ha bisogno di più coraggio e di un cambio di passo” e si fa forza sul fatto che le sue iniziative messe in cantiere sul territorio, tra le quali il Mondragone City e le scuole calcio, hanno portato tra i pulcini e la promozione, ad incassare più di 700 iscrizioni.
LA QUESTIONE DEL PRESIDENT BEACH ARENA – E non parliamo del progetto “President Beach Arena” che è stato annunciato dallo stesso imprenditore, il 10 giugno scorso, mediante il sito di informazione Thereportzone.it. Proprio su questa iniziativa abbiamo chiesto ad Alfredo Campoli di poter visionare il progetto, per comprenderne i contenuti. Nel contempo sappiamo, al momento, che è un’iniziativa che richiederebbe un investimento di un milione di euro e che avrebbe come fine quello di realizzare un’arena multifunzionale sul mare, capace di ospitare concerti di artisti nazionali, spettacoli, eventi sportivi, aree Vip, punto di ristoro e servizi dedicati al turismo estivo. Un po’ quello che hanno realizzato a Milano Marittima sulla riviera romagnola. In attesa di visionare concretamente il progetto, ciò che ad oggi circola è l’indiscrezione che tale indotto potrebbe creare 100 posti di lavoro stagionali: tra addetti alla sicurezza, personale di sala, barman, camerieri, manutentori, facchini, addetti alle pulizie e personale amministrativo; nonché 500 posti di lavoro per la città. L’unico problema a parere dell’imprenditore fedelissimo di Zannini, è il fatto che con il Pad elaborato e approvato dall’amministrazione Lavanga, anche con la firma dell’assessora Tramonti, che ha la delega al Demanio: “prevede la possibilità di realizzare delle spiagge libere attrezzate, azzerando o scoraggiando gli imprenditori che vorrebbero creare alberghi, centri turistici e infrastrutture ricettive sugli arenili già serviti da servizi urbani”. Di mezzo ovviamente c’è la questione di preservare alcuni tratti di costa contraddistinti dalle ultime dune naturali di Mondragone e la cosiddetta area “selvaggia” come è stata ribattezzata dall’amministrazione comunale, riguardo gli arenili a sud del Savone che potrebbero essere interessati da investimenti di imprenditori turistici che vorrebbero realizzare qualcosa di ecosostenibile, ma bisogna capire poi quali servizi urbani saranno garantiti nel tempo dell’amministrazione comunale. Campoli, a quanto ci è parso di capire, invece è intenzionato a realizzare un’arena attrezzata in una zona a Nord del Savone, in prossimità del Claudios, che in primis già è servita da servizi urbani, vie di comunicazione e parcheggio e che lui stesso ha definito come “un’area non balneabile, dove finiscono le dune”.
IL DILEMMA DEL PAD – Ciò che ha fatto poi arrabbiare Campoli è il fatto che la delibera di adozione del Pad sia stata approvata celermente e con la modalità “in remoto”, come se le questioni demaniali fossero un’esclusiva dell’amministrazione comunale, senza interpellare il consiglio comunale. Al di là della sua opinione contraria alle dune, alle politiche da Wwf e alla gestione delle aree naturali costiere che è stata effettuata negli anni, il patron del Mondragone City, ha sollevato perplessità sulla visione economico-turistica della città dell’esecutivo Lavanga, che alcune ore dopo, comunque ha risposto con una nota sostenendo: “Le dichiarazioni rese nel corso della diretta risultano offensive… Esse appaiono riconducibili al mancato accoglimento di richieste che il sindaco e l’amministrazione comunale non hanno ritenuto di poter soddisfare, in quanto confliggenti con una linea amministrativa improntata a scelte di assoluta trasparenza, volte a tutelare interessi generali come beni non surrogabili e incompatibili con il perseguimento dell’interesse privato”.
Quest’ultima accusa, ovviamente ha scosso il patron del Mondragone City, il quale ha replicato che l’iniziativa imprenditoriale dell’arena è rivolta a produrre occupazione sul territorio e migliorare un’area di Mondragone. “E’ evidente che il sindaco vuole girare la frittata e scaricare l’incapacità amministrative sulle presunte ambizioni private”. Nel contempo Campoli ha già annunciato una seconda diretta per lunedì sera sul suo profilo facebook nella quale tornerà sugli argomenti oggetto del contendere tra le parti.
IL CASO STADIO CONTE – Se da un lato le tensioni politiche sembrano essersi concentrare sulla questione degli arenili, non meno importante è quello del campo sportivo “Conte” di Mondragone. “Siamo stati costretti come Mondragone City a trovare altre soluzioni per quest’anno. Fortunatamente abbiamo ricevuto la disponibilità di 5 strutture sportive pronte ad ospitarci. Un giorno torneremo nella nostra città”. In effetti per comprendere quest’altro fronte della rottura tra Campoli e Lavanga, quest’ultimo accusato di incapacità amministrativa in questa faccenda dell’uso della struttura, ci siamo fatti aiutare per la prima volta dall’Intelligenza Artificiale nella ricerca degli atti e documenti per ricostruire la faccenda, pur sapendo che aleggia la notizia delle diffide in arrivo per le associazioni sportive che non hanno pagato l’uso del campo e quella dello stop all’uso della corrente elettrica. A quanto pare, in base al parere del patron del Mondragone City non verrebbero garantite le “condizioni economiche” per consentire a realtà consolidate come la sua squadra di poter gestire l’impianto in base al rapporto tra spese e oneri da sostenere e quote da introitare. (su questo aspetto poi approfondiremo in un altro articolo con dei documenti che stiamo raccogliendo). In secondo luogo ciò che è emerso dalla nostra ricerca con l’intelligenza artificiale fa comprendere che la questione campo sportivo di Mondragone è davvero bollente.
La gara d’appalto per l’affidamento in concessione dello stadio comunale mondragonese, svoltasi nel mese di gennaio 2026 è risultata deserta. Si legge: “Nessun operatore economico ha presentato un’offerta valida entro i termini previsti dal bando, motivo per cui non risultano esserci stati degli aggiudicatari”. A questo punto il Comune di Mondragone avrebbe dovuto indire una nuova pubblicazione del bando o attivare una procedura negoziata per individuare un nuovo gestore. Il nodo, in base a quanto è emerso, forse ruota attorno al tariffario. Già nel 2025 giunsero al comune delle istanze di modifica delle tariffe, poi aggiornate. Si legge infatti “Dopo la procedura andata deserta sulla Piattaforma Asmecomm, l’amministrazione non ha formalizzato un nuovo tentativo di concessione pluriennale. Al fine di garantire l’utilizzo immediato dell’impianto la situazione viene gestita come segue: il comune ha preferito affidarsi ad un regolamento d’uso con tariffario orario e mensile…”. Se da un lato dunque si è tentato di permettere alle associazioni del territorio di usufruire del campo, pagando direttamente l’ente pubblico, dall’altro forse bisogna chiedersi come mai è cominciato ad emergere qualche disappunto di Campoli sulla fattibilità dell’uso del campo? Su questo aspetto ci stiamo informando.