“Okkupazione sportiva”. La protesta di Campoli che decide di restare in uno stadio Conte degradato

Alfredo Campoli presso lo stadio Conte

MONDRAGONE (Massimiliano Ive) – Torniamo sulla vicenda dello stadio comunale “Conte” di Mondragone, teatro della disputa, anche a carattere politico, tra il patron del Mondragone City, Alfredo Campoli e il sindaco Francesco Lavanga, in quanto proprio l’imprenditore e ed ex sostenitore dell’amministrazione comunale del Patto Civico, ci aveva invitato alla conferenza stampa che si è svolta, poi, in mattinata, nella quale sono state segnalate ai giornalisti presenti le condizioni in cui versa il campo sportivo. Si tratta di una struttura che era diventata vanto per la città dopo gli interventi di ammodernamento e restyling – benedetti dal presidente della Regione Campania, De Luca, con torri faro e nuovo manto di erba sintetica di ultima generazione, attraverso un progetto da oltre 1 milione di euro, esaltati durante la cerimonia inaugurale avvenuta il 12 settembre del 2023. Di recente, però, sulla gestione del campo, dopo che a gennaio scorso la gara per l’affidamento è andata deserta, è sorta una diatriba proprio tra il patron del Mondragone City e il sindaco Lavanga. Stamattina, Campoli ha deciso di mostrare ai giornalisti le buche, l’erba alta, qualche albero pericolante e le precarie condizioni nella manutenzione della struttura, accusando nuovamente il sindaco Lavanga di questa fallimentare gestione amministrativa dello stadio. Se fino ad alcuni giorni fa era stata palesata ai giornali locali l’intenzione di lasciare il campo e trovare una nuova struttura sportiva nei comuni limitrofi per fare giocare il Mondragone City, dopo l’ultimo consiglio comunale, Alfredo Campoli ha deciso di restare, rimettere in ordine il campo sportivo sfidando il primo cittadino ad emettere un atto amministrativo che vieti all’imprenditore l’uso dello stadio. Una sorta di “Okkupazione sportiva” come forma di protesta nei confronti della fascia tricolore che non gode più la sua fiducia. Durante la conferenza stampa il patron del Mondragone City ha anche usato parole pesanti contro Lavanga ed escluso ogni possibilità di chiarimento e di ricucire lo strappo con il sindaco. “Sta distruggendo il paese… e se De Luca, Zannini, vedessero come ha ridotto questo stadio che era un gioiellino quando è stato riconsegnato alla città, non so cosa direbbero”.

Poi in un intervento postato sui social annunciando le video interviste rilasciate ai giornalisti sportivi sullo stadio di Mondragone, Campoli ha sottolineato anche cosa farà restando al campo sportivo “Conte”: “Se il sindaco mi staccherà la corrente, userò il generatore. Se mi toglie le caldaie, le comprerò io…. con i miei soldi come ho sempre fatto qui. Deve avere il coraggio di redigere un atto amministrativo per cacciarmi”.
Si tratta di una prova di forza contro la fascia tricolore, che rimanda ad uno scontro politico che travalica i confini del campo sportivo. Nel suo resoconto su facebook ha evidenziato la frase: “… Approfittando dell’assenza di Zannini…”
Si tratta di una constatazione emblematica dell’imprenditore Campoli contro il sindaco Lavanga che accende ora i riflettori su “quell’esilio” imposto dall’autorità giudiziaria al consigliere regionale, a sua volta causa del disfacimento dei fragili equilibri tra i poteri forti, che a loro volta, hanno sorretto le sorti di questa amministrazione comunale. Come abbiamo constatato anche l’ultima volta che lo abbiamo sentito il patron del Mondragone City, sembra che nel rapporto “trinitario” tra Zannini, Campoli e Lavanga ci sia stato  un corto circuito. Non sappiamo se per ragioni di opportunità politica, vista la vicenda giudiziaria a carico del consigliere regionale,  ai fini elettorali Lavanga si voglia scrollare da dosso il tandem Campoli Zannini, o semplicemente Campoli, per sopravvivere, o realmente ci sia a questo punto un divorzio in atto tra le parti per andare oltre Zannini stesso. Durante l’intervento social di Campoli è emersa una particolare attenzione di qualcuno in consiglio comunale sulla presenza o meno dell’assessora Tramonti, visto che quest’ultima è una fedelissima di Zannini, ma anche moglie di Campoli. Tanto che è stato proprio il patron del Mondragone City a ribadire che gli hanno inviato la foto della moglie seduta in Assise accanto al primo cittadino, forse per tentare di smorzare le voci di una presunta crisi amministrativa. Perché dunque fotografare la sua presenza e mandare la foto a Campoli che nel video ha ricostruito il presunto isolamento politico di Lavanga? Perchè Campoli ha voluto sottolineare che non era presente in Assise la giunta. Fatto sta che in passato sempre Campoli strigliò anche l’altro frutto politico del consigliere regionale: il sindaco di Castel Volturno, Marrandino e la consigliera regionale surrogante Parente, bocciando il comportamento giulivo di quest’ultimi in Regione e segnalando che l’assenza di Zannini era solo temporanea. Stiamo assistendo veramente alla fine del progetto politico di Zannini riguardo la designazione a sindaco di Lavanga? La parola potere pronunciata da Campoli, che sostiene che il sindaco non l’ha mai avuto apre a svariate riletture politiche in attesa di comprendere come andrà a finire la sfida del patron del Mondragone City.

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